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Danni e ritardi TAV: il ministro Cancellieri ne ha esperienza diretta? Sì: a Bologna!

5 marzo 2012

L’Associazione toscana Idra ha stabilito con i cittadini di Bologna – e in particolare col Comitato di Via Carracci – un rapporto di collaborazione informativa, e ha potuto quindi documentarsi sui 15 mesi di governo che in quella città, nelle vesti di Commissario prefettizio, l’attuale ministro dell’Interno ha esercitato fra il febbraio 2010 e il maggio 2011.

Risulta che a Bologna, in conseguenza dei lavori TAV, centinaia di cittadini si siano rivolti alla magistratura emiliana, a partire da ottobre 2009, intraprendendo class actions contro i responsabili del grave deterioramento delle condizioni di vita e della desertificazione delle attività economiche intorno al cantiere della stazione sotterranea TAV del capoluogo emiliano. Da anni si verifica una esposizione intollerabile dei cittadini residenti alle polveri sottili, all’inquinamento acustico anche notturno e alle vibrazioni. I lavori hanno prodotto crepe importanti in numerosi palazzi, alcuni dei quali è stato necessario evacuare, altri puntellare per tutta l’altezza della tromba delle scale. La realizzazione della stazione accusa peraltro crescenti ritardi, che attualmente ammontano a quattro anni. Il tutto, in un contesto di paurosa carenza di informazione.

Da quando Anna Maria Cancellieri si è insediata a Palazzo d’Accursio, inutilmente i cittadini hanno chiesto – anche pubblicamente – di poterla accompagnare lungo Via Carracci per mostrarle di persona il livello di sofferenza della parte di città attigua ai lavori per la stazione, e documentarle la fondatezza della propria protesta e indignazione. Lo attestano le cronache reperibili anche in rete. Ma Anna Maria Cancellieri – lamentano i cittadini – non risulta avere accolto l’invito della popolazione.

Oggi Anna Maria Cancellieri, nella nuova veste di ministro dell’Interno, a proposito della compatta protesta della cittadinanza, dei sindaci e della Comunità montana Val di Susa e Val Sangone dichiara: “Con i sindaci siamo pronti a qualsiasi tipo di discorso e di dialogo, ma l’opera va avanti perché non ci sono dubbi su questo”.

Un vero e proprio ossimoro, secondo Idra: il dialogo non è possibile là dove già in partenza si esclude di ascoltare e di prendere atto delle eventuali ragioni dell’interlocutore. In particolare quando l’interlocutore è un’istituzione importante e delicata come lo sono i sindaci e la Comunità montana, la prima interfaccia della popolazione nel sistema rappresentativo.

Il ministro Cancellieri afferma con opportuna enfasi che ”la violenza non sarà tollerata, non è tollerata, non sarà tollerata, non si può giustificare”. Ma converrebbe forse verificare meglio se non rientri nella categoria della violenza anche e soprattutto la scelta di prescindere dalle argomentazioni tecniche che fior di esperti da anni e anni vanamente propongono ai governi politici che si sono finora succeduti, e ultimamente – altrettanto invano – anche al cosiddetto ‘governo tecnico’ Monti, e al premier stesso.

 


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