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La sentenza di appello al processo CAVET del 27.6.’11: assolti Alberto Rubegni, AD di Impregilo, Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, rispettivamente consigliere delegato e direttore generale del Consorzio, e gli altri imputati

29 febbraio 2012

Abbiamo provveduto qui a integrare con la notizia dei contenuti della sentenza d’appello dello scorso 27 giugno 2011 (che assolve l’ing. Alberto Rubegni, AD di Impregilo, Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, rispettivamente consigliere delegato e direttore generale del Consorzio, e gli altri imputati, e riforma in gran parte i provvedimenti assunti con la sentenza di primo grado), e col testo stesso del dispositivo della sentenza, il sito dell’Associazione che – per la sua natura di ambiente informativo gestito con i mezzi del volontariato – non sempre riesce a risultare del tutto aggiornato.

Abbiamo così ottemperato alle finalità di tendenziale completezza informativa che in ogni caso perseguiamo con ogni possibile cura, nel rispetto delle finalità statutarie dell’Associazione.

Siamo grati a chi ci ha segnalato la circostanza della lacuna presente nella documentazione pubblicata.

LA SENTENZA DI APPELLO AL PROCESSO CAVET

Il dispositivo della sentenza

 

Impregilo: consorzio Cavet, tutti assolti in appello

La Corte di appello di Firenze ha assolto nel processo sui danni ambientali legati ai lavori dell’alta velocità Bologna-Firenze l’attuale Ad di Impregilo, Rubegni, che nel periodo 1998-2001 era a capo del consorzio

La Corte di appello di Firenze ha assolto nel processo sui danni ambientali legati ai lavori dell’alta velocità Bologna-Firenze l’attuale Ad di Impregilo, Alberto Rubegni, che nel periodo 1998-2001 era a capo del consorzio Cavet, e tutti gli altri imputati. E’ quanto si legge nel dispositivo della sentenza. E’ stato anche cancellato il risarcimento da 150 milioni di euro a carico di Cavet, controllato al 75% da Impregilo.

In primo grado, oltre a Rubegni, erano state condannate 26 persone, tra dipendenti del consorzio Cavet e di aziende subappaltatrici e proprietarie di cave e discariche. Gli imputati in primo grado erano 38 più il consorzio. La vicenda inizia nel 2001 con il sequestro dei cantieri dell’altra velocità da parte della procura di Firenze. Il procedimento di primo grado si chiude a marzo 2009 con la sentenza di condanna. La linea alta velocità entra in esercizio dopo alcuni mesi. La decisione della Corte d’Appello è stata letta ieri in tarda serata. Si attende la sentenza.

(fonte: Milano Finanza, 28.6.’11)

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