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GALLERIA TAV, COME CI SI ATTREZZA PER L’EMERGENZA NELLA TRATTA CRITICA FIRENZE-BOLOGNA: IL PRESIDENTE DELLA REGIONE ENRICO ROSSI CONFERMA I DUBBI DI IDRA

10 giugno 2011

“Quanto riportato dal comunicato stampa delle Ferrovie pare sia quanto effettivamente accaduto, in assenza di trasparenza nei confronti dei Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e dei lavoratori (macchinisti e capitreno) che sarebbero i primi a dover coordinare gli interventi e prestare soccorso ai viaggiatori in caso di emergenza”: così scrive a Idra il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, rispondendo a un appello dell’associazione fiorentina inviato anche al prefetto di Firenze e al presidente della Provincia Andrea Barducci.

Dopo aver ricevuto dal giornale ”Ancora in marcia” la notizia delle imminenti operazioni di simulazione di emergenza nella galleria ferroviaria AV tra Firenze Bologna, in programma nella notte fra l’8 e il 9 aprile, e dopo che la Protezione civile della Provincia aveva ammesso di essere all’oscuro dell’evento, Idra aveva allertato le autorità: “Trasmettiamo alle Autorità in indirizzo la seguente informativa […], affinché valutino l’opportunità di adottare ogni eventuale provvedimento atto a garantire trasparenza ed efficacia alle azioni di prevenzione e di protezione civile a tutela della sicurezza delle condizioni di viaggio nella galleria TAV Bologna-Firenze. Galleria nuova di zecca ma sprovvista per 60 km di linea, è forse utile ricordarlo, di un tunnel parallelo di soccorso.

Appena ricevuta dal presidente Rossi la conferma dei propri dubbi sull’effettiva osservanza delle norme di legge in materia da parte delle Ferrovie dello Stato, Idra ha provveduto a inoltrare in via formale, per lettera raccomandata, una richiesta di informazione e documentazione alla Direzione Provinciale del Lavoro di Firenze, essendo nel frattempo intervenuta – come segnala il presidente della Regione nella sua nota – una modifica nell’attribuzione delle competenze in materia di controllo: “Ricordo come […] la competenza in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in ambito ferroviario, sia stata sostanzialmente trasferita (si tratta di una normativa poco chiara e come tale la Toscana ha chiesto la costituzione di un gruppo di lavoro interregionale per affrontare e dipanare la materia, anche per evitare che, in assenza di chiarimenti, vi siano conflittualità, duplicazioni di interventi o, peggio, aree scoperte) alle Direzioni Provinciali del Lavoro, che sono pertanto i soggetti da coinvolgere nella verifica di eventuali violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro”.

Così dunque Idra nella sua nota al Direttore Provinciale del Lavoro:

“Considerata l’importanza e l’urgenza di un chiarimento a 360 gradi su una vicenda che interessa una tratta a così forte rischio strutturale di incidente con caratteristiche di disastro, vicenda che presenta anche altri lati da verificare (ad esempio: come mai non sono state testate, in una operazione apparentemente così importante da meritare una nota stampa di Ferrovie dello Stato, le cosiddette ‘vie di fuga’ che presentano le citate caratteristiche di criticità?), chiediamo alla Direzione di cui Ella è responsabile di documentare cortesemente la scrivente Associazione, iscritta al Registro regionale del volontariato della Toscana e parte civile nel procedimento penale celebrato presso il Tribunale di Firenze a carico del CAVET, consorzio costruttore della tratta AV Bologna-Firenze:

a)      sull’effettiva natura, dimensione e finalità dell’operazione svoltasi fra l’8 e il 9 aprile scorso, e sui relativi risultati;

b)      sulla circostanza che altre esercitazioni del genere abbiano o meno avuto luogo, con quali caratteristiche (ivi compresa la presenza o meno degli RLS) e con quali esiti;

c)      sul grado di comunicazione e sinergia che la Direzione è attualmente in grado di assicurare con gli altri organi di controllo e di vigilanza, e in particolare con l’Azienda Sanitaria di Firenze, affinché sia evitato il rischio, paventato dal presidente Enrico Rossi nella nota citata, “che, in assenza di chiarimenti, vi siano conflittualità, duplicazioni di interventi o, peggio, aree scoperte”;

d)      sulla presenza o meno – nelle dotazioni della Direzione Provinciale del Lavoro di Firenze – delle competenze tecniche e delle risorse umane e finanziarie necessarie a far fronte in maniera adeguata ai compiti posti dalla nuova normativa cui fa riferimento il Presidente Rossi”.

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