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Voragine TAV a Bologna senza Osservatorio ambientale: la Regione Emilia Romagna corre ai ripari.

25 novembre 2010

La Regione Toscana che aspetta? Che si apra una voragine anche a Firenze?

Leggiamo sulle cronache di Bologna – scrive Idra al presidente della giunta regionale toscana Enrico Rossi – che la Regione Emilia Romagna “sta deliberando un contributo ad Arpa perché dia una mano nei controlli ambientali sui cantieri Tav della stazione di Bologna”. Ciò avviene “dopo l’apertura della voragine nell’area dei lavori che costeggia via Carracci, e in attesa che il ministero dell’Ambiente rinnovi l’accordo per l’Osservatorio ambientale sul nodo di Bologna”. La Regione Emilia Romagna decide dunque per un “Supporto agli enti nelle valutazione dei dati di monitoraggio ambientale effettuato da Rfi sui cantieri dell’Alta velocità del nodo di Bologna”.

Lo ha spiegato l’assessore regionale emiliano alla Sanità, Carlo Lusenti, nel rispondere in aula a una domanda di un consigliere, Roberto Sconciaforni, che chiedeva alla giunta di verificare che nei cantieri si rispettino le norme, e di riattivare l’Osservatorio. Quel cantiere, ha detto il consigliere, “ha sempre destato preoccupazioni, non solo per l’inquinamento acustico, ma anche per quello delle polveri sottili e per l’impatto sul sottosuolo. Tant’è che già prima del crollo del 10 novembre c’erano state denunce da parte degli abitanti e degli esercenti della zona per crepe e lesioni sugli stabili e due, addirittura, sono stati anche evacuati.

“A Lei, gentile Presidente, scrive quindi Idra a Rossi, chiediamo come mai la Regione Toscana non abbia ancora inteso provvedere al rinforzo dei controlli sul teatro fiorentino, visto che anche nella città dell’UNESCO l’Osservatorio ambientale non è più in funzione, e i lavori per la stazione sotterranea e i due tunnel TAV proseguono benché gli accordi sottoscritti da Regione, Comune, Provincia e Ministero dell’Ambiente imponessero questo strumento. Dobbiamo forse attendere che si apra una voragine targata TAV anche sotto la città di Firenze?.

Inoltre, se è vero che il sottoattraversamento TAV di Firenze è, come sostiene Rossi, “un’opera importante per Firenze e per la Toscana”, laddove una fetta sempre più vasta di esperti ravvisa crude evidenze di inefficacia trasportistica, onerosità finanziaria e incompatibilità socio-ambientale, allora Idra chiede alla Regione quanto meno “di operare affinché l’ARPAT e gli altri soggetti istituzionalmente preposti ai controlli della pesante cantierizzazione per il sottoattraversamento TAV siano messi in grado di svolgere il proprio compito disponendo delle risorse e del coordinamento necessari a conferirgli dignità e credibilità. Attributi che sembrano a oggi mancare, se solo teniamo conto delle notizie che l’ARPAT stessa fornisce sulla qualità e la dimensione del proprio impegno sul Nodo AV di Firenze”.

Last but not least, il presidente di Idra scrive: ”Restiamo in fiduciosa attesa di un Suo gradito riscontro, alla presente e al Dossier che Le abbiamo trasmesso per lettera raccomandata il 19 luglio scorso, nel quale illustravamo in maniera sintetica le criticità che la nostra azione di monitoraggio ha rilevato nel progetto di Passante e Stazione AV. Ci sembra infatti che in un Paese democratico le istituzioni rappresentative non dovrebbero negarsi al confronto, pacato e razionale, con le espressioni del volontariato e della società civile”.

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