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TAV e informazione, il guanto del governatore Rossi: Idra raccoglie la sfida e invita a un confronto pubblico l’assessore Ceccobao

12 ottobre 2010

“Operazione trasparenza”, la chiama la “nuova” Regione Toscana. E annuncia “informazione e comunicazione a tutto campo”. Il governatore Enrico Rossi chiosa: «La città e tutta la Toscana si impegnano in questa grande sfida».

Ma le sfide si giocano almeno in due: da troppo tempo la classe politica lancia scommesse che non ammettono interlocutori. Il guanto della sfida questa volta Idra lo raccoglie e lo rilancia: scrive all’assessore regionale alle Infrastrutture Luca Ceccobao invitandolo a un confronto pubblico in contraddittorio sul tema del sottoattraversamento TAV di Firenze. Idra teme infatti che la Regione Toscana, che dovrebbe informare la popolazione, ne sappia in realtà meno dei cittadini.

Vediamo come e perché.

Da una parte la “nuova” Regione afferma di essere consapevole delle gravi omissioni della passata Amministrazione: È negativo che fino ad ora non ci sia stata quell’adeguata informazione che i cittadini hanno diritto di avere”, ha detto sabato scorso al Tg3 toscano l’assessore alle Infrastrutture Luca Ceccobao. Ma subito prima aveva dichiarato qualcosa che assomiglia esattamente al contrario! E cioè che “il progetto che viene realizzato è un progetto che è stato approvato nel 1999: quindi stiamo parlando di cose note, conosciute… Il progetto è stato ampiamente discusso…. La Valutazione di Impatto Ambientale è stata fatta”. C’è un po’ di confusione… o no?

Nella lettera inviata ieri a Ceccobao, Idra fa notare come l’attuale Amministrazione regionale, dopo avere ammesso il deficit di informazione mantenuto per undici anni dalle passate giunte, non sembri tuttavia in grado di spiegare come mai si sia verificata questa strana cosa in relazione a un progetto così bello e meritorio, visto che – come afferma lo stesso Ceccobao – con l’informazione sarebbe stato possibile superare la diffidenza di chi oggi si oppone all’opera e partecipa a manifestazioni di dissenso”.

Mentre annuncia come proprio obiettivo “quello di assicurare ai cittadini il massimo della conoscenza sui progetti e sulle opere in corso di realizzazione, sul loro stato di avanzamento, sulle problematiche ambientali che emergeranno, non calandola dall’alto ma chiamando gli stessi fiorentini a partecipare attivamente a questa “operazione trasparenza””, la giunta della Regione Toscana, che mena vanto di una Legge-modello sulla ‘partecipazione’, omette però di segnalare che l’intero processo decisionale relativo all’approvazione del progetto per il Nodo ferroviario fiorentino è stato contrassegnato dall’assenza pressoché totale di coinvolgimento della popolazione nelle scelte, e risulta inquinato da formidabili scorciatoie, scorrettezze e falle procedurali (ultima, l’apparente mancanza di istruttoria comparativa relativamente all’impatto ambientale della stazione Foster a fronte della precedente ipotesi di stazione Zevi), che potrebbero pregiudicarne in qualsiasi momento l’attuazione.

Ancora oggi, la Regione Toscana non mostra peraltro di operare affinché il gap di partecipazione alle scelte venga colmato. E sarebbe invece opportuno, rileva Idra, alla luce anche del fatto che le decisioni del ’99 risalgono comunque a oltre dieci anni fa, il contesto è mutato e la sensibilità della popolazione interessata si è straordinariamente acuita.

Poco rassicurante è, inoltre, la promessa che il piano dell’informazione e della comunicazione “verrà messo a punto entro tre mesi”, senza che venga assicurata al tempo stesso una sospensione ‘di garanzia’ delle attività di cantiere che aiuti a recuperare quanto meno il grave ritardo informativo accumulato.

Perché, scrive infine Idra a Ceccobao, l’Assessore non ha raccolto la richiesta di un incontro informativo inviatagli già a giugno? Forse non si ritiene utile il contributo informativo che proviene dalla società civile, neppure in relazione alle gravi e perduranti conseguenze prodotte dalla costruzione della linea AV Bologna-Firenze, e all’elevato tasso di rischio al quale sono sottoposti quotidianamente i passeggeri dei treni obbligatoriamente TAV che transitano dal tunnel appenninico Firenze-Bologna sprovvisto di galleria parallela di soccorso e di uscite di emergenza affidabili? 

“Noi – rileva Idrasiamo inclini a considerare scarsamente credibile la professione di ottimismo di cui anche la nuova Amministrazione regionale vuole dar prova”.  E a proposito del sottoattraversamento di Firenze afferma: Le circostanze ci inducono a temere che l’attuale Amministrazione regionale non conosca, o – peggio – preferisca non conoscere, le condizioni che fanno oggettivamente dell’opera approvata un’avventura inaccettabile per il sistema dei trasporti pubblici, per l’economia nazionale e locale, per la salute e la sicurezza dei cittadini, per la conservazione e la tutela del patrimonio edilizio e storico-architettonico, per la qualità della vita e dell’ambiente. Ma non intendiamo perciò limitarci a recriminare: accettiamo la “grande sfida” nella quale, come annuncia il presidente Rossi, ”la città e tutta la Toscana si impegnano”. Le proponiamo quindi un confronto pubblico in contraddittorio su questi temi, alla presenza dei migliori esperti dell’Amministrazione regionale toscana, affinché i dubbi che qui Le abbiamo sintetizzato siano efficacemente fugati al cospetto della popolazione, in un contesto di trasparenza, primo esempio di democrazia applicata per la TAV a Firenze.

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