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TAV A FIRENZE, DISASTRO ANNUNCIATO

21 luglio 2010

Nel Dossier “Ultima chiamata per la democrazia a Firenze”, che Idra ha trasmesso al summit odierno sulla TAV fra il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’amministratore delegato di FS Mauro Moretti, sono riportate in maniera sintetica le criticità che l’azione di monitoraggio dell’associazione ecologista fiorentina ha rilevato nel progetto di Passante e Stazione AV di Firenze. Il Dossier contiene anche dati e riflessioni, istanze e proposte: fra queste, quella di porre in agenda con urgenza l’opzione di riconsiderare l’intera avventura del Passante e della Stazione sotterranei, sia per quanto riguarda i contenuti progettuali, sia in relazione all’architettura contrattuale e finanziaria. “Siamo in grado di offrirVi in questa direzione – scrive il portavoce di Idra Girolamo Dell’Olio – un supporto tecnico-scientifico, grazie alla collaborazione accordata da esperti di livello nazionale”.

 Il documento, che consta di 15 cartelle, comprende un’analisi trasportistica del nodo Alta Velocità, analizza la scarsa credibilità dei meccanismi di garanzia predisposti, descrive le anomalie riscontrate nel procedimento e le criticità specifiche del progetto di sottoattraversamento di Firenze, alla luce anche del paradigmatico caso-Bologna, dove è in corso una vera e propria emergenza sanitaria da polveri sottili.

Non manca una disamina del ruolo giocato (e soprattutto non lasciato giocare) dagli organismi di tutela della salute e dell’ambiente, Azienda Sanitaria di Firenze e, assieme, ASF e ARPAT, i cui documenti di analisi e di proposta, accantonati senza alcun riguardo, saranno oggetto anche domani dell’audizione che Idra ha avrà l’Osservatorio Ambientale. Fra i destinatari di questi fondamentali documenti di salvaguardia, che non risparmiano stoccate alla cosiddetta “Valutazione di Impatto Ambientale” laddove essa è stata formulata, l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici. Ma i rilievi e le proposte dell’Azienda Sanitaria erano stati espressamente inviati, ancor prima dell’approvazione del sottoattraversamento, pure al Nucleo VIA della Regione Toscana. E l’allora assessore regionale al Diritto alla Salute Enrico Rossi risulta destinatario, seppur per conoscenza, del Progetto per la sorveglianza dell’impatto sulla salute della popolazione residente a Firenze che il Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Paolo Menichetti indirizzò il 15 luglio 2000 (10 anni fa!) al sindaco di Firenze e all’assessore provinciale all’Ambiente Riccardo Gori. Il quale, come si desume da una sua lettera di inizio settembre 2000, rilanciò l’invito proponendo per il 12 settembre un incontro collegiale al primo cittadino del capoluogo e ai sindaci di nove Comuni dell’area. Con quali risultati, non è dato al momento sapere.

Infine, il paradosso dei paradossi: l’informazione negata, e la mancata pubblicazione del nuovo progetto di stazione Foster: una scelta che “ha clamorosamente impedito alla città di conoscere le caratteristiche di quello che vorrebbe rappresentare per il futuro il più significativo ‘segno’ di modernità nella città di Dante!”.

Secondo Idra, le circostanze descrivono un quadro allarmante sul piano della credibilità del progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze, del contesto in cui esso si colloca, dell’atteggiamento dei rappresentanti delle istituzioni pubbliche deputate a tutelare le comunità, il territorio e il buon governo della spesa. Chi ha lavorato bene per salvaguardare gli interessi della collettività, chi ha indicato percorsi di prevenzione credibili, ha visto i suoi progetti lasciati chiusi nel cassetto. Il modo in cui i fautori di questa Alta Velocità stanno preparando gli scavi risulta quindi essere oggi – a dir poco – temerario e dilettantesco. Non è di questo tipo di politica che i cittadini sembrano sentire il bisogno. D’altronde, “un pessimo progetto, per quanto approvato e timbrato, non cessa per questo motivo di essere un pessimo progetto”, scrive Idra. “E può forse la minaccia delle penali paventate per effetto del mancato rispetto dei contratti sottoscritti giustificare la scelta di realizzarlo comunque, quel progetto, anche se e quando si palesa come provatamente insostenibile per l’ambiente, per la salute e per l’economia di un’intera città, oltre che per le casse erariali, e di dubbia efficacia rispetto agli obiettivi trasportistici che pretende – aprioristicamente – di perseguire? La penale che dovrebbe pagare per anni la città, a partire dalle sue generazioni più giovani, sarebbe incomparabilmente più salata, e per ciò stesso inaccettabile”.

Ecco perché la prosecuzione dei lavori per il sottoattraversamento AV di Firenze nelle condizioni descritte rischia di configurarsi come uno scandalo destinato a trascinarsi nel tempo, e ad accompagnare con effetti nefasti l’intera e difficilmente prevedibile durata dei lavori, che sarebbero suscettibili di essere sottoposti in ogni momento a contenziosi, interruzioni e verifiche, con risultati devastanti anche per l’immagine internazionale derivante da un interminabile intervento a cuore aperto nella città patrimonio mondiale dell’UNESCO.

“Adesso si esige dagli amministratori pubblici – scrive Idraonestà intellettuale. Si ammetta, laddove è necessario, che molte decisioni sono risultate sbagliate, si prenda esplicitamente le distanze da esse e si ricominci dal punto giusto. L’unica scelta sensata appare essere adesso quella di prendere e dare atto del fatto che l’opzione fortissimamente voluta dalle Amministrazioni che hanno preceduto quelle attuali è oggettivamente errata e impraticabile, e che – dopo tre lustri di carte, progetti e accordi sottratti alla conoscenza e al controllo democratico dei cittadini – diventa indispensabile tornare alla città e aprire un dibattito pubblico che – come nell’esperienza genovese per la Gronda autostradale – permetta di istituire un rapporto finalmente trasparente coi cittadini. È forse l’ultima occasione utile per riguadagnare credibilità democratica”.

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