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SALUTE E CANTIERI TAV A FIRENZE: DOCUMENTI DELL’AZIENDA SANITARIA CHE SCOTTANO

2 giugno 2010

Quali rischi aggiuntivi corre la salute di centinaia di migliaia di fiorentini con l’arrivo dei cantieri per il sottoattraversamento TAV?

Qualcuno ha studiato gli scenari che si prospettano?

Sono state adottate misure preventive efficaci?

Le risposte ci sono, e sono state scritte 10 anni fa. Sono valutazioni molto serie, preoccupate e preoccupanti, che fanno séguito a diagnosi precedenti altrettanto poco tenere. Tali da suggerire massima prudenza e, in ogni caso, l’attivazione di un imponente apparato di prevenzione.

Ma da allora un silenzio tombale avvolge i documenti nei quali i tecnici indipendenti dell’Azienda sanitaria di Firenze hanno messo nero su bianco che cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi lustri di camion e talpe, ruspe e betoniere. Lo hanno scritto prima da soli, nel maggio 2000, poi a quattro mani con l’ARPAT, nel gennaio 2001. Hanno chiesto finanziamenti adeguati per attivare quanto meno un progetto di sorveglianza e di monitoraggio. Non li hanno ricevuti. E la cosa è finita lì.

Ma i cittadini, loro, continuano a esistere. Vecchi e giovani, studenti, lavoratori e turisti continuano ad abitare e a respirare Firenze e la sua area metropolitana. Un’intera generazione di ragazzi e bambini sta per essere investita dal ciclone TAV, e dovrà conviverci negli anni verdi della vita.

Idra desidera mettere sul tavolo del sindaco, del prefetto, dei ministri della Salute, dell’Ambiente e delle Infrastrutture le analisi, le previsioni e le richieste formulate 10 anni fa dalla ASL 10, e 9 anni fa da ASL e ARPAT insieme.

È da quasi un anno che Idra chiede al Direttore generale della ASL 10 ing. Luigi Marroni questi documenti.

La prima lettera risale al 20 luglio 2009:

“Nell’ambito delle nostre attività informative stiamo ricostruendo alcune fasi del laborioso percorso che ha accompagnato l’iter del progetto Alta Velocità ferroviaria nella città di Firenze.

A tale fine gradiremmo poter ricevere (…) copia dei seguenti documenti, elaborati rispettivamente dalla ASL 10 e, congiuntamente, dalla ASL 10 e dall’ARPAT:

Gradiremmo inoltre ricevere, qualora siano state prodotte nuove successive proposte sullo stesso argomento dalla ASL 10, copia anche di queste, e notizia del relativo esito, atteso che – come ci risulta – le prime due non sarebbero andate a buon fine, non avendo ricevuto alcun tipo di finanziamento”.

Il Direttore generale non ha mai risposto, nonostante tre successivi solleciti in data 5 ottobre 2009, 23 novembre 2009 e 17 febbraio 2010.

Lunedì 31 maggio è partita la quarta lettera di sollecito, indirizzata questa volta per conoscenza anche al ministro della Salute prof. Ferruccio Fazio.

 

“È trascorso oramai quasi un anno dall’invio della nostra prima istanza”, scrive il presidente di Idra Girolamo Dell’Olio, “ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Si tratta di un lasso di tempo che non soltanto supera di gran lunga i termini previsti dalla normativa sugli obblighi di trasparenza, ma anche e soprattutto mortifica le aspettative che in un sistema democratico i cittadini sono legittimati a nutrire nel rapporto con le istituzioni. A maggior ragione se si considera che in questo caso il tema è la salute di centinaia di migliaia di persone, e che il soggetto con cui i cittadini associati (…) stabiliscono il rapporto di interlocuzione è un ente tecnico, non politico”.

Nel frattempo peraltro, fa notare Idra, “ha continuato a progredire l’iter approvativo del progetto di sottoattraversamento AV di Firenze, che risulta essere adesso già nella fase di prima cantierizzazione”.

A questo punto l’associazione ecologista fiorentina si domanda: “Dobbiamo forse temere che la Direzione dell’Azienda Sanitaria Fiorentina, pur in presenza di documenti tecnici qualificati e indipendenti prodotti dagli esperti dell’Azienda stessa, intenda ignorali o in qualche modo rimuoverli per non interferire magari con le decisioni assunte in sede politica, venendo meno però in tal modo ai propri compiti istituzionali? Taluni stralci dei contenuti dei documenti ASL in questione, del 2000 e del 2001, paiono individuare criticità rilevanti nei progetti presentati per le grandi infrastrutture di trasporto pubblico: a tale scopo l’ASL richiedeva finanziamenti adeguati per il monitoraggio e la prevenzione che però, a quanto ci risulta, non sarebbero mai stati erogati. O dobbiamo invece ritenere che nuove analisi e nuove proposte abbiano sostituito quelle del 2000 e del 2001? Ma anche a questo interrogativo manca una Sua risposta”.

Risponderà questa volta il responsabile dell’Azienda Sanitaria di Firenze? Si attiverà il ministro della Salute affinché sia fatta piena luce su questa vicenda?

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