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TAV: ULTIMO ATTO DELLO SNATURAMENTO DI FIRENZE?

15 febbraio 2010

IDRA A COLLOQUIO COL PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO AMBIENTALE

Costi e tempi aggiuntivi, tassi di incertezza progettuale ed esecutiva, modalità di approvvigionamento e smaltimento dei materiali nell’ultima edizione del sottoattraversamento TAV della città dell’UNESCO licenziata col parere e le nuove prescrizioni dell’Osservatorio Ambientale: questi alcuni dei principali argomenti sul tavolo dell’incontro (domani 16 febbraio alle 16.30, presso la sede dell’Osservatorio, negli uffici di Italferr, stazione di S. Maria Novella) di una delegazione dell’associazione ecologista Idra col presidente dell’Osservatorio, il geologo Pietro Rubellini, che ha accolto la richiesta di colloquio avanzata la settimana scorsa.

Scopo dell’appuntamento, “poter meglio conoscere ed apprezzare i riflessi – nelle prescrizioni dettate dall’Osservatorio – delle proposte e delle osservazioni avanzate nel corso di due audizioni dalla nostra Associazione”, scriveva Idra nella lettera al dott. Rubellini. E aggiungeva: “Gradiremmo inoltre poter avere ragguagli anche sui contenuti delle audizioni delle altre Associazioni Ambientaliste coinvolte nel procedimento, e sui contributi degli altri Osservatori Ambientali richiamati nel comunicato”. Evidente il riferimento al preoccupante precedente (tuttora in essere) del sottoattraversamento TAV a Bologna.

Idra è parte civile nel procedimento penale a carico dei costruttori della TAV in Mugello, riconosciuti dal Tribunale di Firenze responsabili di danni ambientali gravi. La Corte dei conti, d’altronde, ha ipotizzato per la tratta appenninica TAV un danno erariale gigantesco (741 milioni di euro), del quale ha chiamato a rispondere nei mesi scorsi l’attuale vicepresidente del Senato on. Vannino Chiti, già presidente della Regione Toscana, e assieme a lui l’allora assessore e oggi presidente della Regione Claudio Martini, e una schiera di altri 50 decisori locali e centrali. Quanto all’architettura finanziaria della “grande opera”, confermata anche nel caso Firenze, critiche severe ed esplicite per gli impatti sulla spesa pubblica sono state formulate da tempo dal massimo organo di controllo, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici.

Prima che si metta mano allo sventramento del sottosuolo fiorentino, sul quale incombono tante ragionevoli riserve, Idra intende ricostruire e documentare in maniera analitica il bagaglio di conoscenze, l’attendibilità delle previsioni progettuali, il grado di consapevolezza e di lucidità con cui ci si appresta – in una fase di crisi economica generale e di rinnovata crisi morale nei rapporti fra poteri pubblici e imprenditoria, che non ha mancato di investire la nostra città e la sua area metropolitana – all’attuazione di un progetto così costoso, impegnativo e incerto come il sottoattraversamento AV di Firenze.

Idra chiederà inoltre quali passaggi informativi presso la popolazione interessata (qualche centinaio di migliaia di abitanti) intendono assicurare l’Osservatorio e i soggetti pubblici che lo compongono (Comune e Provincia di Firenze, Regione Toscana, Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell’Ambiente, FS-RFI) prima che si dia inizio alla realizzazione di un’opera altrettanto invasiva quanto scandalosamente sconosciuta in pressoché tutti i suoi dettagli, programmata in una città di valore internazionale, per secoli culla dell’arte e della cultura.

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