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“La battaglia per Firenze”: questo il titolo del notiziario 2009 di Idra

7 gennaio 2010

In 32 pagine un editoriale e la sintesi del lavoro svolto quest’anno dall’associazione. 

Forse sfugge ai più. Ma quella che si sta preparando per la Città del fiore all’insegna dello slogan “progresso = sviluppo” ha, secondo l’associazione ecologista fiorentina Idra, le caratteristiche di una vera e propria battaglia. Titolo e contenuto dell’editoriale del consueto numero unico annuale richiamano infatti l’ultima battaglia per Firenze: quella dell’agosto del 1944. Se l’attuale progetto di sottoattraversamento urbano per la TAV fosse portato avanti, le conseguenze potrebbero essere drammatiche. Nel ‘44 figure autorevoli come l’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa, il direttore d’orchestra Igor Markevitch, il console onorario di Svizzera Carlo Steinhauslin, si adoperarono per una mediazione con i comandi militari germanici affinché il ripiegamento di quelle truppe si facesse senza sacrificare l’intera città e senza sfregiare i suoi tesori più importanti. Ma dove sono oggi i Dalla Costa, i Markevitch, gli Steinhauslin?

Idra seguita a fare la sua parte: che è anche quella di cercare gli eredi di quei grandi, friulano, francese e svizzero, che seppero difendere Firenze.

“Prima di giungere alle porte del capoluogo toscano”, si legge nell’editoriale, “la linea TAV ha visto soccombere il Mugello e l’appennino tosco-romagnolo, nelle comunità che lo abitano e nel suo territorio, a una mole gigantesca di inquinamenti per polveri e rumori, a danni strutturali a edifici e terreni (alcuni di questi persino sprofondati!), nonché alla perdita programmata e irreversibile di ingenti risorse idriche di qualità, che ha penalizzato decine di migliaia di cittadini e numerose aziende, agricole, frutticole e zootecniche”. Anche alla luce dell’esperienza mugellana, l’entità del sacrificio richiesto dal doppio tunnel TAV perpendicolare alla falda acquifera si prospetta non indifferente per il tessuto urbano e i suoi abitanti. Oltre alla severa e documentata criticità dello scavo in sé stesso, che di per sé fa ragionevolmente prevedere pesanti e costosi danni a carico di complessi abitativi e monumentali in una vasta area, si aggiunge la pericolosità, presente e futura, rappresentata dalle subsidenze provocate dall’alterazione dell’equilibrio della falda, e l’ingente onere economico da sostenere nei decenni a venire per garantire la funzionalità delle opere di mitigazione.

E Bologna, poi, non ha proprio nulla da insegnarci? Il notiziario documenta su come i cittadini del Comitato di via Carracci portino da mesi costante testimonianza della umiliazione sociale, civile, economica e ambientale che stanno subendo da anni, come conseguenza di lavorazioni peraltro molto meno impattanti di quelle che toccherebbero alla Città del fiore.

C’è stata anche qualche vittoria.

Ad esempio, l’esito del processo penale che, dopo un quinquennio, a marzo scorso, ha sanzionato una parte dei reati ambientali commessi dagli esecutori della tratta TAV in galleria fra Bologna e Firenze. In sede di appello Idra, parte civile nel procedimento, confida di vedere sanzionata anche la dissipazione di ingenti risorse idriche.

In queste settimane, inoltre, la magistratura contabile dello Stato ha ‘invitato a dedurre’ 52 amministratori pubblici, fra cui l’attuale vice presidente del Senato Vannino Chiti e l’attuale presidente della Regione Toscana Claudio Martini, in relazione a un danno erariale, consumato nella costruzione della Bologna-Firenze, ipotizzato per un ammontare di 741 milioni e 279 mila euro.

Come in ogni guerra che si rispetti, è primaria è l’efficacia del fattore della disinformazione e della propaganda istituzionale. Anche di questo si riferisce ampiamente all’interno del notiziario. Idra vi si è opposta con le armi degli approfondimenti faticosamente acquisiti con lo studio dei documenti. Prospettando anche, oggi, la gravità della situazione che è venuta a crearsi – in fatto di sicurezza – nella tratta appenninica TAV entrata in esercizio – con tutti i disservizi  fin  qui registrati – il 13 dicembre scorso.

Il contesto politico nel quale Idra ha operato si è rivelato ambiguo, disattento, del tutto inadeguato rispetto alla gravità dei temi all’ordine del giorno. Le proposte dell’associazione di ragionevoli iter alternativi per il nodo fiorentino, l’informazione abbondantemente assicurata, l’offerta all’amministrazione comunale di Palazzo Vecchio di una consulenza gratuita da parte di esperti di levatura nazionale, hanno visto opporre un reiterato silenzio.

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